Normalmente, la balbuzie è classificata come un disordine della parola. In realtà, siamo davanti ad una manifestazione linguistica molto più complessa e ricca di aspetti in ombra. Oltre alle irregolarità meccaniche della parola accompagnate spesso da movimenti anomali del viso (sincinesie), il disordine può implicare per la persona difficoltà di comunicazione, del comportamento, d'interazione sociale e di autostima. La giusta prospettiva deve quindi tener conto del suono (aspetto fonetico) ma anche dei risvolti emotivi (aspetto relazionale).
La balbuzie è caratterizzata dalla ripetizione di suoni, di sillabe o di parole (esempio: ca-ca-ca-casa), o anche l’insistenza esagerata di un suono (esempio: ppppronto). Si osserva a volte l’utilizzo di “parole ariete” per fare breccia sul blocco, in modo da sostituire le parole troppo complesse (ma... mi chiamo... ma Fabio Bianchi). Tenteranno di accorciare gli scambi verbali o eviteranno di rispondere a domande che potrebbero causare il tartagliamento. Un balbuziente potrà ad esempio spesso chiedere una margherita come pizza poiché si sa incapace di chiedere una capricciosa, e ciò, anche se preferisce quest'ultima. Può generarsi un’accomodamento comportamentale a situazioni “viziate” dalla balbuzie, da cui l'importanza di intervenire senza indugio.
Le difficoltà linguistiche possono essere accompagnate da manifestazioni fisiologiche come tremore delle labbra, movimenti incontrollati del viso (occhi, bocca, naso) e del corpo, respirazione irregolare e tendenza ad evitare il contatto visivo con l'interlocutore. Queste manifestazioni derivano da un desiderio, spesso inconscio, del bambino di controllare la parola e di un'incapacità di giungervi che genera frustrazione, stanchezza e perdita dell’autostima.
Studio di L. RUSTIN, Londra 1991
• Età media d'inizio : 3 anni 6 mesi
Prima di 3 anni
27%
Tra i 3 ed i 7 anni
68%
Dopo 7 anni
5%
E’ spesso un evento scatenante, evidente o anche apparentemente banale, il responsabile della sua comparsa (esempio: entrata scolastica, separazione dai o dei genitori, nascita di un altro componente in famiglia, ecc.). Successivamente, i fattori ambientali, positivi o negativi, influenzeranno la scomparsa o la persistenza del problema anche in età adulta.
Alla luce degli studi completati finora sulla balbuzie, si possono eliminare le ipotesi collegate ad un disordine del sistema uditivo. La ricezione dell'informazione vocale e sonora sarebbe normale, come la comprensione ed il trattamento di quest'informazione nelle superfici corticali. La disfunzione incontrata risiederebbe piuttosto a livello motorio e muscolare delle corde vocali, della laringe, delle labbra e della lingua. L’esperto interverrà particolarmente sul controllo e la presa di coscienza di queste difficoltà articolatorie, vocali e respiratorie. Privilegerà suoni meno esplosivi e l'elasticità dei muscoli piuttosto che la loro contrazione, una respirazione diaframmatica regolare piuttosto che tirata. Poiché la difficoltà coinvolge i muscoli dell'apparato fonatorio, il problema genera rigidità muscolare della mascella ed affanno respiratorio (apnee foniche).