Balbuzie: 8 miti da sfatare

Ci sono ancora molti miti da sfatare sulla balbuzie. Proviamo quindi a capire cosa è vero e cosa invece è una falsa credenza.

Che tu sia un insegnante, un genitore, un amico o direttamente la persona che balbetta, non importa, molto probabilmente prima o poi sei rimasto coinvolto in una valutazione approssimativa della balbuzie o di chi balbetta.

La balbuzie può durare a lungo o brevemente, ma in ogni caso, tutti si fanno domande e cercano di rispondere intuitivamente.

L’intuizione però spesso si rivela fallace e le false credenze possono essere pericolose. Se ad esempio un insegnante si convince che la balbuzie sia collegata alla scarsa preparazione, un genitore che basti respirare meglio e calmarsi per parlare meglio o un amico che fare una battuta sulla balbuzie sia una semplice battuta, in tutti questi casi chi ne paga le conseguenze è proprio il balbuziente che si ritrova “compreso” nel modo sbagliato, frainteso insomma.

Perché è così facile cadere nei falsi miti quando si tratta di balbuzie?

La risposta più semplice è la seguente: chi balbetta non ti dirà mai che sei in errore perché per lui la balbuzie è un tabù o semplicemente perché anche lui ha sempre sentito questi falsi miti e li ha presi per realtà.

La risposta più complessa è che pochi conoscono gli studi scientifici su questo argomento.

Di seguito, 8 falsi miti sfatati:

La balbuzie può durare a lungo o brevemente, ma in ogni caso, tutti si fanno domande e cercano di rispondere intuitivamente. 

1

MITO: «E’ strano perché non balbetta sempre!»

Realtà: La balbuzie è ciclica. In tutte le persone che balbettano la balbuzie appare e scompare. In uno dei primi libri che lessi sulla balbuzie (avevo 14 anni) ricordo che veniva definita per questo: “un capriccioso saltimbanco”. Spesso, nei bambini più piccoli dove non sono presenti i vissuti d’ansia e le componenti psicologiche degli adulti, possono esserci anche lunghi periodi di fluenza,  durano anche tutta l’estate, per poi però ritornare a balbettare nel periodo della scuola. Negli adulti questa ciclicità è a stretto giro, i momenti di fluenza sono tallonati dalle componenti psicologiche e dunque durano meno, a volte 10 minuti, 1 ora o 1 giorno. 

2

MITO: «La balbuzie può insorgere per imitazione»

Realtà: Le cause della balbuzie sono ancora poco chiare, ma l’imitazione non è tra quelle identificate come possibili. Balbettare volontariamente è qualcosa di diverso dall’inceppo involontario che la balbuzie dà. La balbuzie non è una malattia e non è neanche contagiosa.

3

MITO: «Dire “respira” o “pensa” può aiutarlo»

Realtà: Questo tipo di consigli rendono solo la persona più consapevole e non migliorano la fluenza, anzi la peggiorano. Chi balbetta sa perfettamente cosa dire, la balbuzie è involontaria.

4

MITO: «I balbuzienti sono poco intelligenti»

Realtà: Non c’è nessun collegamento tra balbuzie e intelligenza. Se ciò non bastasse, può essere utile sapere che tra le persone che balbettano, nella storia, si ritrovano personaggi di spicco in tutti gli ambiti. La storia è costellata di personaggi famosi balbuzienti e anche oggi esistono balbuzienti che ricoprono tutti i ruoli nella società.

5

MITO: «La balbuzie è causata da timidezza o nervosismo»

Realtà: Si tratta di una falsa timidezza, chi balbetta può evitare di esporsi ma non si tratta di un tratto di personalità ma piuttosto di un comportamento di autodifesa. Ai tempi di Re Giorgio, si pensava che derivasse da un trauma emotivo infantile o da un attaccamento malsano a un genitore, di solito la madre. Oggi, alcune persone pensano ancora erroneamente che la balbuzie sia causata da problemi psicologici o sociali, o nervosismo e ansia.

6

MITO: «Si nasce balbuzienti»

Realtà: Nessuno nasce balbuziente, la balbuzie è secondaria al linguaggio, anche se alcune volte può insorgere prestissimo (2 anni e mezzo).

7

MITO: «Se non ripete le sillabe non è balbuzie»

Realtà: Esistono diversi tipi di balbuzie e la ripetizione di sillabe è solo uno dei tipi di balbuzie, il più riconoscibile.

8

MITO: «La balbuzie è diffusa solo in Italia»

Realtà: Forse a volte c’è la tendenza a pensare che ciò che capita a noi sia qualcosa di esclusivo, o ce ne convinciamo solo perché nella nostra esperienza non abbiamo mai visto persone balbettare in altre lingue. A volte a rafforzare l’ipotesi che si balbetti solo in italiano c’è la personale esperienza di qualcuno che magicamente non balbetta in inglese (magari scriverò un articolo sull’argomento), ma la realtà è ben diversa.  Già all’inizio del XXI secolo, gli studiosi credevano che la balbuzie esistesse solo nelle culture industrializzate ma gli studi condotti negli anni ’70 da Charles Van Riper dell’Università di Kalamazoo nel Michigan e da Miroselav  Seeman, cattedratico di foniatria a Praga, hanno dimostrato la presenza della balbuzie in tutti i popoli del mondo e che tutte le lingue hanno un vocabolario per definirla. La balbuzie colpisce più di 3 milioni di persone in America e altri 60 milioni in tutto il mondo. In Canada, gli Stati Uniti, la maggior parte dei paesi europei e in Giappone, le persone che balbettano costituiscono circa l’1% della popolazione. Nelle Indie Occidentali, il 3-4% della popolazione balbetta. I paesi africani sembrano avere la più alta prevalenza di balbuzie con circa il 8-9% della popolazione ma non se ne conosce il motivo. Infine in Cina, non è stato mai portato avanti un progetto di ricerca serio che potesse indicarne l’incidenza, ma se fosse confermato il dato dell’1%, su una popolazione di 1,3 miliardi ci sarebbero 13 milioni di balbuzienti.

CONCLUSIONE

Abbiamo visto come spesso sia facile formarsi delle false credenze sulla balbuzie. In realtà per smascherarle basta informarsi, magari avvalendosi di articoli come questi che riportano ricerche scientifiche ed esperienze dirette.

I falsi miti spesso vengono mantenuti anche all’interno delle famiglie in cui vive la persona che balbetta, a volte sono gli zii o i genitori stessi a non conoscere alcuni aspetti della balbuzie. Per aiutare una persona c’è sempre bisogno di comprensione e questa può esserci solo se le informazioni che abbiamo sono veritiere. Spesso anche gli episodi di bullismo nascono dalla scarsa conoscenza, è dunque importante fare luce sull’argomento.